FAVOLA


C'era una volta un riccio, intelligente e furbo ma molto timido.

Viveva nel suo bosco e aveva una bella tana alla base di un alto albero cavo.

Era ben voluto da tutti gli altri animali del luogo, aveva molti amici,
non poteva certo lamentarsi della sua vita, ma in cuor suo sapeva che da qualche
parte, chissà dove, doveva esserci qualcosa di più bello ed appagante.

E così un giorno decise di partire e di cercare oltre il limite del bosco.

Camminò per molto tempo, vide tante cose nuove e belle, conobbe tanti animali
simpatici, qualche volta ebbe paura e voglia di tornare, ma non provò mai
qull'emozione che era sicuro di poter trovare in qualche posto e così non si fermò.

Camminò e camminò ancora finchè un giorno giunse sul ciglio di una scogliera.

Davanti a lui c'era il mare, immenso e azzurro come il cielo sopra il suo bosco
in una mattina di maggio.

Rimase fermo, immobile, a respirare quell'immensità per paura che un movimento
avesse potuto far scomparire tutto.

Sentiva che il grande momento era vicino.

Sentiva che quello era il posto sognato tante volte.

Guardò in basso e laggiù sulla spiaggia vide un animale, non ne aveva mai visti
così, non aveva paura dell'acqua, anzi ci giocava, si tuffava nelle onde e nuotava
con una velocità ed una leggerezza insospettabili.

Faceva capriole, immersioni e salti.

Il riccio era certo che quell'animale gli avrebbe finalmente fatto provare quelle
sensazioni che stava cercando.

Scese sulla spiaggia e si avvicinò al mare, aveva molta paura ma decise di non
indietreggiare.

Dal mare la foca lo vide e ne fu incuriosita, così salì all'asciutto e si avvicinò
al riccio il quale vedendola molto più grande di quel che sembrava dall'alto della
scogliera, si appallotolò spaventato dentro alle sue spine.

La foca provò a farlo schiudere con dei colpetti di pinna ma non ottenne nulla e così
si sdraiò al suo fianco e restò a guardare il tramonto.

La mattina dopo si svegliarono fianco a fianco e il riccio, che forse stava ancora
sognando, si accostò alla foca la quale ne approfittò per sorridergli e strizzargli
l'occhio.

Vissero insieme dei giorni stupendi, ma non perfetti, lei viveva più in mare che sulla
terraferma e così i loro incontri erano intensi ma troppo brevi.

Il riccio era felice ma voleva di più, sapeva che solo vivendo accanto a lei in mare
le cose sarebbero state perfette.

Così un giorno salì sullo scoglio più alto, vide la foca che volteggiava armoniosamente
immersa nel mare trasparente, allora decise: si sarebbe buttato in mare, almeno per un
attimo avrebbe potuto essere vicino a lei e gridarle il proprio amore.

Spiccò il salto e, mentre era in volo, d'incanto si trasformò in un riccio di mare che
visse felice accanto alla sua foca nell'immensità dell'oceano.